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Per la seconda volta a distanza di pochi anni un furioso incendio ha interessato il deposito giudiziario di autoveicoli di Vermicino, in via dell'Acqua Acetosa.      Fatalità, colpa o dolo, su queste tre eventualità si è concentrata l'attenzione della polizia scientifica intervenuta per i rilievi sul posto. Poco dopo le ore 16 del 23 agosto 2013 un fumo denso si è levato lentamente dal deposito, ben presto trasformatosi in una vasta nube nera visibile da chilometri. Sono seguite  tremende esplosioni che hanno scaraventato lamiere infuocate a distanza di decine di metri mettendo in serio pericolo gli stessi Vigili del Fuoco intervenuti tempestivamente in massa e numerose squadre di volontari della Protezione Civile. Per oltre tre ore una lotta difficile nel tentativo di domare l'incendio conclusosi con una lunga fase di messa in sicurezza mediante raffreddamento dei luoghi interessati dalle fiamme. Terrorizzata la popolazione dai continui boati, dal gran fumo e dall'odore acre. In poco tempo gran parte di Vermicino è stata invasa da una coltre di fumo densa, trasportata da un vento sostenuto. Carbonizzati oltre duecento veicoli ed alcuni depositi di materiali. A serio rischio anche alcuni edifici abitati presenti nelle immediate vicinanze. Sulla presenza di questo deposito, sulle autorizzazioni e sui sistemi di sicurezza gravano grandi interrogativi da molti anni. Per la seconda volta a Vermicino viene consegnato un cimitero di rottami carbonizzati ed un terreno gravemente inquinato in "Via dell'Acqua Acetosa" . Alla faccia della tutela ambientale !

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