Smart RTV dei Castelli Romani

Questa bella ragazzina ha quindici anni. Si chiama Beatrice e oramai molti la conoscono. Ma non conosceremo mai la sua forza d'animo (e quella dei suoi bravissimi genitori). Per una meningite crudele ha perso a dodici anni entrambe le braccia ed entrambe le gambe. La davano per spacciata, e ha subito acconsentito alle amputazioni. Si è rimboccata le maniche e ha cominciato a correre nella sua nuova vita, con le sue quattro protesi. È divenuta campionessa mondiale di fioretto e sarà tedofora alle Olimpiadi di Londra. Al Parlamento Europeo ha raccontato la sua storia, che non ha parole da quanto è grande, che è un volo. Beatrice doveva restare impigliata nelle sventure del destino, e invece è il destino essere rimasto impigliato nella sua volontà. Non avesse quindici anni, la vorrei Presidente della Repubblica.  1. Un mondo di coraggio
 
Perché c'è anche un'Italia e un'Europa che nelle circostanze più difficili tira fuori gli artigli. Eroi come i "giusti", persone semplici che hanno rischiato la vita per salvare quella di chi nemmeno conoscevano. È accaduto durante la persecuzione degli ebrei, dei tutsi, degli armeni, e ancora. Una nostra iniziativa, durata quattro mesi, per richiedere l'istituzione di una giornata che festeggi questi bei volti dell'Europa, gli altruisti fino in fondo, è stata approvata dal Parlamento. Merito di Gabriele Nissim, che mi contattò a dicembre e che alla memoria dei salvatori ha dedicato la vita - scrivendo anche bellissimi libri (Mondadori).  2. Un mondo di mediocrità
 
Possiamo indicarti i luoghi e il giorno delle tue menzogne, cara vecchia politica. A Palermo, dove pensavi di saperla più lunga di tutti, usando un giovane troppo sicuro di sé ("Se lo ricordi bene, io sarò il prossimo sindaco di Palermo", Ferrandelli dixit al cronista). Credevi che bastasse una primaria finita sotto inchiesta e che si è poi sciolta come neve al sole quando il voto c'è stato davvero, e hai abbondato di previsioni - "quello lì (Leoluca) è l'ombra di se stesso, ormai non lo vuole più nessuno"- che hanno misurato la tua incapacità di ascoltare il cuore dei palermitani, chissà dove eri - forse, al solito, a raccontartela da sola.A Roma, dove il PD si è affrettato a dichiararsi vincitore di un'elezione che tra Parma e Palermo ha annunciato che se non si cambia musica si è smesso di ballare (consiglio di osservare la situazione a Siena, tutta interna a un palazzo un tempo inviolabile e ora imploso).  A Firenze, dove il sindaco sbandiera un bilancio blindato che è stato l'opposto del confronto e della partecipazione dei cittadini. Sono stati respinti emendamenti che chiedevano un tetto di 100.000€ alle retribuzioni dei dirigenti, o la riapertura dello sportello per i sordomuti, e nemmeno si sa quanti fondi europei sono stati utilizzati. Ancora a Firenze, dove alle accuse di Lusi si è risposto piccati "Giammai!" pubblicando in nome della trasparenza (adesso, grazie a Lusi) una lista di finanziatori privati, incompleta, senza cifre individuali e con qualcuno che magari con l'amministrazione comunale deve pure lavorare. Evviva la trasparenza. Sui palcoscenici d'Italia, dove il personaggio del giorno - lo sarà, con buona pace di tanti, anche di domani - ha ottenuto tanto ma meno di quanto avrei pensato, e predica l'imbecillaggine di svalutare del 40% e uscire dall'euro. Avrà attratto voti, ma resta un'imbecillaggine pura, per un paese, dove il potere d'acquisto delle persone comuni è già ridotto all'osso e dove importiamo ogni materia prima.Viene da chiedere, a questa politica, "dove sei, cosa fai?" 3. Un mondo di riscatto
 
Leoluca Orlando invece era al posto giusto e con le cose giuste. Ha avuto molti contro - il PD, SEL, i cinici, la stampa, i prepotenti, i truccatori - ma dalla sua ha la cultura, il coraggio e l'entusiasmo. La sua è stata una vera lezione. E non è un caso che da una persona come lui arrivino sempre le belle cose della politica, le "primavere".   4. Un mondo più vicino, il Mediterraneo
 
La plenaria ha approvato la mia relazione per una nuova politica commerciale con i paesi della primavera araba, dopo mesi di lavoro. È finalmente un pezzo di risposta concreta a una regione che stiamo abbandonando, dove la disoccupazione è alle stelle e la democratizzazione incerta - come se non dipendesse, anche da quanto l'Europa è disposta a investire in tutti i sensi. C'era da riscrivere il modo di relazionarsi con i Paesi che stanno scommettendo sulla democrazia, e lo abbiamo riscritto, con un insieme di misure innovative per liberare un'economia dalle oligarchie, e riconoscere ai nostri vicini il loro talento individuale nell'imprenditoria. Anziché restare sugli argini della nostra sponda a contare l'ecatombe.  5. L'Europa così non va
 
Prima a Londra, alla London School of Economics poi ad Ancona con Daniel Gros, uno dei guru della politica bruxellese, ho difeso le ragioni di un governo economico europeo che ancora non si vede.  In particolare ho dissentito con Gros, assertore che il rigore è duro ma darà i suoi frutti tra qualche anno, e Italia e Grecia & C. conoscono adesso quello che altri paesi hanno avuto prima. Ma le cose non stanno così: più va avanti e meno questa macchina europea dà i risultati, le elezioni ovunque lo confermano e non c'è giorno che non debba intervenire per denunciare i limiti di una politica intergovernativa, frammentaria, priva di trasparenza (chi prende le decisioni?), che non funziona (recessione e disoccupazione e nessun segnale di ripresa), demoralizza i cittadini, aumenta le disuguaglianze. Un progetto per vincere ha bisogno di una prospettiva economica che renda una carica ideale che sprigioni energie positive, e invece imbocchiamo proprio le due direzioni opposte. In Europa dobbiamo federalizzare il debito, come propone da tempo l'ADLE, mentre in Italia dobbiamo smetterla di mortificare i due architravi del paese - la famiglia che mantiene la coesione sociale, e la piccola e media impresa che dà ricchezza. Non mi è stato difficile snocciolare esempi di aree dove l'Europa dovrebbe intervenire e non lo fa, succube di un semplicismo sempre più irresponsabile. 6. Import-export
 
Meno semplicismo anche nel commercio internazionale. In due dibattiti in plenaria abbiamo affrontato questioni cruciali come la Cina (intervento), con la quale i rapporti sono falsati dall'assenza strutturale di reciprocità, e l'assistenza macro-finanziaria ai paesi terzi (intervento). Insieme ai colleghi Muscardini e Susta, al Presidente PPE e al Vice-presidente socialista, ho lanciato una piattaforma a favore del commercio internazionale basato su trasparenza, parametri ambientali e sociali comuni, diritti umani, regole OMC e protezione del consumatore. Non sono slogan ma valori.  7. Africa
 
Dopo il Mali, continuo l'impegno sull'Africa: tra Sudan e Sud Sudan le cose non vanno bene. L'ultima cosa che dobbiamo fare è abbandonarli, o trattarli alla stessa stregua, scordando chi è stato l'aggressore e l'oppressore fino a ieri. O non intervenire sugli errori che anche il Sud sta commettendo oggi (intervento). 8. Sottosviluppo di casa nostra
 
Continua la battaglia su Corcolle, con un teatrino italiano alla commissione petizioni del Parlamento, dove ci siamo confrontati con gli autori di una petizione, io e il collega Milana, e il commissario/prefetto al quale ho contestato che non aveva mai risposto a una mia richiesta d'informazioni sulla proprietà del sito. Dopo una nuova lettera, la risposta è arrivata - confermando i sospetti che qualcosa non quadra, in un terreno guarda caso di proprietà di una società anonima svizzera, ma almeno questo inghippo ormai è stato scoperto. Abbiamo scritto anche a Monti, perché è pura follia fare una discarica a ridosso di Villa Adriana, sito UNESCO, scelta osteggiata anche dal ministro Clini, ma avvallata dal governo. Tuttavia con l'audizione a Bruxelles la partita è ormai anche europea - un fascicolo è stato aperto, una visita ufficiale sarà fatta a ottobre. Ma che figura in Europa, a presentare piani rifiuti così - c'è di tutto: l'offesa al patrimonio artistico, il preistorico concetto di discarica a cielo aperto, la scarsa trasparenza delle proprietà, i conflitti tra poteri (comunicati).   9. Prevenzione
 
L'estate è alle porte, ma ritornerà l'inverno. Nello scorso anno circa 700 senzatetto sono morti di freddo in Europa. Per prepararsi per tempo, abbiamo approvato un documento della delegazione IdV al PE presentato all'Esecutivo Nazionale IdV, con raccomandazioni di buone politiche sul territorio. Da tempo lavoro perché la politica, anche europea, non dimentichi i meno tutelati, con dibattiti in plenaria, seminari, confronti con le associazioni. Perché niente vada disperso e non si arrivi all'inverno come l'anno scorso.  10. Dubbi, riflessioni
 
Credo che chi abbia partecipato a uno degli incontri sull'attualità dei Dieci comandamenti ne sia uscito più ricco. Io ne porterò il ricordo di un'iniziativa unica, una sequenza impegnativa di confronti, che ogni volta - con la partecipazione e l'umiltà laica al cospetto di ogni comandamento da reinventare - hanno lenito la superficialità e l'approssimazione di questa nostra terra offesa.  11. Prossimi giorni
 
A San Giovanni Valdarno un corso di euro-progettazione, il 17° da inizio legislatura, il quinto dell'anno. Molte altre le iniziative, tra cui il 7-8 giugno, l'appuntamento per oltre cinquanta amministratori locali IdV; ho invitato il sindaco di Capannori, dove il bilancio comunale è partecipato con la cittadinanza attraverso gruppi di lavoro e la raccolta differenziata è al 90%. Inoltre presentazioni di un libro di Massimo Fini e di un altro di Mina Welby sull'eutanasia, interventi sull'economia sociale a Terra Futura e confronto sul programma Erasmus, una cosa europea che funziona. E molto altro ancora, non è il momento di starsene con le mani in mano.
 
 
 

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