Smart RTV dei Castelli Romani

Ah! erba d'estate -tutto ciò che resta dei sognidi tanti guerrieri.(Basho, poeta giapponese del '600, su un prato dove anni prima due eserciti si erano combattuti fino all'ultimo uomo)

1. Un'estate di sogniAnche di quest'estate resterà solo qualche ciuffo d'erba? Più che caldo e Olimpiadi, questa è un'estate di effimere chiacchiere - atavico vizio del Paese, ma ormai pare di essere tornati ai tempi dell'URSS, a quella pioggia battente in forma di menzogna di Stato. Comunicati del governo, dichiarazioni del meeting di Rimini, annunci di piani per la crescita, promesse di nuove leggi elettorali o neutralità del Quirinale, la sperticata recensione di D'Alema al libro di Veltroni sull'Unità, il patron dell'ILVA che aveva dato quasi 100.000€ a Bersani, accuse di fascismo, isterismi sulla rete, fantascienza da CIA, eccetera eccetera: ma cosa resterà dei sogni di tutti questi guerrieri?(Intanto Renzi sta preparando la festa a molti: secondo me le primarie non solo le rende reali ma rischia di vincerle – anzi rischia di vincerle proprio perché le rende vere, e tanto di cappello per aver capito il meccanismo).

2. Dal virtuale al reale: l'Italia che lottaMi appassiona di più l'impegno dei cittadini di Riano, dove sono andato a vedere i siti (foto) che erano stati indicati per sostituire Malagrotta, la discarica più grande d'Europa chiusa a fine anno per ingiunzione europea. Riano, ovvero Pian dell'Olmo e Quadro Alto: luoghi folli per colmarli di rifiuti, vicino alle case, dimensioni irrisorie per il primo – roba da 80 gironi di monnezza, e poi? - gigantesche per l'altro. Luoghi da apocalissi finora sventate grazie anche al lavoro in Europa perché del tutto fuori norme UE, cave ed ex-cave che sono siti da “mai visto”, unici in Europa e da riconvertire in concorsi d'idee. La scelta potrebbe tornare su Pian dell'Olmo, ma ora è caduta su Monti dell'Ortaccio – ma guarda caso sempre della stessa proprietà di Malagrotta, e di Quadro Alto, e di Pian dell'Olmo, ma che razza di Paese siamo... - che è diventato nuovo avamposto di resistenza di cittadini destinati a sloggiare dalle case o a esporsi ai peggiori malanni. In questo gioco dell'oca che dura da anni, nessuno canti vittoria perché la discarica si sposta altrove: occorre l'unità di tutti perché da nessuna parte ci sia un solo bambino che si ammala di leucemia, come invece accade. Piuttosto, se davvero non si trova un sito provvisorio idoneo, si mandino i rifiuti all'estero per quei due anni necessari per una vera raccolta differenziata a Roma, su cui investire le decine di milioni necessari alla nuova discarica. Alle porte di Riano, uno striscione dice: “I rifiuti in Europa sono ricchezza, nel Lazio monnezza”. E' proprio così.Non diversamente, in un dibattito alla festa IdV di Terracina, tante associazioni di cittadini hanno raccontato il loro impegno di volontariato sul territorio, riscattando ogni giorno una terra infiltrata dalla camorra ma splendida e con un'umanità generosa. Si respirava una bella aria a quella festa, interventi motivati, storie di cose realizzate davvero, solidarietà e voglia di fare messa in atto. Che iato tra questa società battagliera e una politica autoreferenziale. Per colmare il fossato, non restiamo con le mani in mano: agosto è stato un mese di lavoro sulla bozza di programma di governo che l'IdV discuterà a Vasto a fine mese (ci ritornerò), e anche di deposito dei nuovi quesiti referendari (foto) su lavoro e abolizione dei privilegi per parlamentari e partiti - premessa di un'altra battaglia per avere tutti la possibilità di dire davvero la nostra.E in mezzo all'Appennino, in un luogo reso incantato da un'installazione voluta dalla brava sindaca del PD di Cantagallo, Mara Bugetti, abbiamo raccontato con Alessio Sardelli e le musiche di Claudio Boncompagni la difesa della dignità dei ragazzi da parte di Don Milani nelle fabbriche tessili. 

3. La vana estate dell'EuropaCome l'Italia, anche l'Europa si ritrova davanti a un'altra biforcazione catastrofica al margine del caos. Siamo al punto nel quale una classe dirigente dovrebbe esprimere determinazione e pure chiaroveggenza. Questa personalità manca. Si continua con la girandola delle dichiarazioni: greci che chiedono più tempo, austriaci che si dicono d'accordo, olandesi che si piccano con un no categorico, tedeschi che dicono "solo in cambio di soldi"; Draghi che parla a favore di Atene nell'euro, tedeschi che lo rintuzzano affinché stia al suo posto, altri tedeschi che invece lo difendono, spagnoli che invocano l'aiuto europeo, altri che sorvolano, francesi a favore dell'unione politica, ma smentiti da altri compatrioti, francesi comunque indietro rispetto alla Germania, ma almeno capaci di tenere gli interessi a bada grazie anche a una politica di coesione nazionale che fa girare il paese, britannici che si defilano sempre di più, finlandesi (e sai che risultati Monti ha ottenuto nella sua visita a Helsinki) che si preparano la chiusura della festa dell'euro, la Commissione a Bruxelles che sembra in vacanza, e la Corte Costituzionale tedesca davvero in vacanza lasciando tutti in sospeso in attesa delle sue decisioni - carini, e nessuno gli dice niente. E mentre le agenzie di rating bastonano e poi lasciano intravedere la carota, Grillo soffia sull'uscita dall'euro. Povere e qualunquiste queste sue posizioni, ma si faccia attenzione: la polemica di Grillo contro l'euro è esattamente l'altra medaglia dello sferzante giudizio di Monti contro gli Stati Uniti d'Europa - "non ci saranno mai", "la ragione è che nessuno ne avverte il bisogno". Dichiarazioni di Monti che hanno l'aggravante che furono rilasciate proprio alla stampa tedesca, e che denunciano tutti i limiti del pensiero di un'Europa che, incapace di andare avanti, muore lentamente per asfissia.Opporsi a una prospettiva federale - unica via per più democrazia nelle decisioni, per sottrarsi agli sperperi nazionali e ai giochetti dei mercati che colpiscono chi è diviso e debole, per tenere testa alle nuove grandi potenze del mondo, per federalizzare il debito e cedere sovranità non al volere di un paio di governi più forti, ma a un'autorità comune a tutti e trasparente - opporsi a questo, nel 2012, equivale a chiedere l'uscita dall'euro, la fine dell'Europa. Perché è venuto il momento di prendere una decisione, una di quelle difficili, da cui dipende vita, morte e il futuro dei figli. Ma finora, in Europa, un'intera classe dirigente sta credendo di poter semplicemente chiudere gli occhi. Quasi bastasse concertare tra governi piccoli e grandi, tra 27 governi, i soliti mezzi passi, in questa ridda di parole contrastanti, per sperare di superare ancora una volta la "crisi" e risvegliarsi all'alba di un nuovo giorno di carnevale, come in una magica bolle di sapone. La festa, invece, è davvero finita. Perché l'Europa unita, nata a seguito di un cataclisma militare, la Seconda Guerra Mondiale, rischia di scomparire per via di un altro evento bellico, la tellurica esplosione della finanza internazionale.

4. Ferragosto in carcereIn pochi luoghi, l'Europa ancora non è apparsa, non ha portato alcuna idea di progresso. Tra questi le prigioni. Se ogni anno dedico almeno il Ferragosto alla visita dei carceri, è perché da quando sono stato eletto sono rimasto colpito da come la dimensione delle carceri sia del tutto assente nell'integrazione europea. Eppure è da sempre uno spazio importante - della correzione, dell'alternativa, della possibile redenzione, della sicurezza. Il solito viaggio in ciò che è stato sbagliato – il reato, la violenza verso la vittima – e in ciò che diversamente è ancora sbagliato – lo spreco di un potenziale umano da recuperare, l'inutile mortificazione – ha quest'anno avuto tre tappe negli istituti di pena di Livorno, Siena e Lucca. In quest'ultimo, anche rispetto alle visite degli anni scorsi, si è toccato il fondo in quanto a indecenza. Per chi non abbia letto la breve relazione della visita, già pubblicata sul sito nelle scorse settimane, prego di farlo adesso perché si legge, si scrive, si parla sempre troppo poco di carcere, e almeno questo è uno sforzo dovuto.A Venezia ho incontrato la cooperativa Il Cerchio, che dà lavoro a circa 180 persone tra detenuti, semiliberi ed ex-detenuti, con impieghi che vanno dalla creazione di moda (grande successo di vendite per le borse recuperate dai sacchi di caffè), fino alla pulizia delle spiagge. Chi beneficia del loro inserimento professionale ha una recidività sotto il 5%. Per chi la metta sul diritto, è il successo della pena come redenzione, per chi la butta in soldi, è un ottimo risparmio dati i costi della detenzione. Se si vuole, c'è luce anche nel carcere, e si potrebbe raccontare una storia diversa. 

5. Estate vedendo l'Italia dall'alto Opposta alla cella chiusa e sovraffollata sta la montagna – mio luogo estivo prediletto. Quest'anno scalata al Cervino (non proprio piacevole – fotografia un po' sconvolto – data la rottura dei due ramponi poco sotto la vetta), qualche giorno in un rifugio a 2.000 metri sul Monte Rosa e qualche giro nell'alto Mugello, dove guide ambientali curano rifugi e percorsi con un amore che è grande quanto il precariato del loro lavoro, come se non fossero preziosi guardiani della nostra biodiversità, anzi della nostra possibilità di diversità.  Sono sempre colpito da quanto poco basta per godere della montagna – così vicina in tutte le nostre regioni, così sobria (camerette spartane ma poche decine di euro in pensione completa), così generosa nel ricordarci che esiste un mondo più saldo della nostra incerta politica.

 6. Chi passa e chi restaLo scriveva Piero Calamandrei, che pure ha scritto la Costituzione: “Esiste proprio una regola fissa per stabilire quali sono nel mondo gli eventi che importano? E davvero credete che la storia delle guerre e dei patiboli meriti più considerazione di quella delle nuvole e delle semente? Passano i re e crollano gli imperi; ma i fiori e i funghi e gli uccelli, come se nulla fosse cambiato, tornano sempre al loro tempo. Questa mia storia è dunque più consolante della vostra: perché vi racconta che esistono leggi le quali non mutano col mutar dei regimi.".Il problema è che certi regimi non vogliono mai mutare. Questi prossimi mesi – appuntamento nazionale IdV di Vasto con l'approvazione della proposta di governo, elezioni in Campidoglio e in tutta Italia, ultime carte da giocare nella sua drammatica partita da parte della timorosa Europa – saranno di lavoro perché anche questi regimi cambino. Altrimenti meglio davvero ritirarsi in montagna. 
 
Niccolò Rinaldi
Deputato al Parlamento europeo
Vice Presidente del Gruppo ADLE - Alleanza dei liberali e democratici per l'Europa
Capo delegazione dell'Italia dei Valori

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