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Politica

Niccolò Rinaldi1. Le fiamme di Atene e l'umiliazione come anti-Europa
Anziché ottimismo, in tempi di crisi coltiviamo l'umiliazione. Quale errore: niente è più sottostimato dalla politica quanto l'umiliazione. Quasi tutto si può accettare, a denti stretti, ma non l'umiliazione. E si può coccolare una società con lavoro e benessere, la si può incantare con la demagogia, ma non serve a niente se poi si viene umiliati dal potere.
Ha scritto Davide Giacalone su Libero: "Guardiamo la piazza greca e domandiamoci cosa succederebbe, in qualsiasi parte d'Europa, in condizioni analoghe. Chiediamoci quale sarebbe la reazione dei cittadini al sentir dire che l'approvazione parlamentare delle condizioni imposte dalla troika (Bce, Commissione e Fmi) ha risollevato le Borse. Degli altri. Interroghiamoci su come verrebbe accolto, in qualsiasi democrazia, l'annuncio che la spesa pubblica deve essere tagliata duramente, a eccezione di quella che riguarda gli investimenti nelle armi".
Credo che ci sentiremmo tutti umiliati - come si sente la Grecia. Dalla Francia e dalla Germania che hanno vincolato gli aiuti all'acquisto d'inutili e costosissime armi da loro prodotte (ma la Grecia li aveva abituati a essere una spendacciona in spese militari). Dall'Europa che - giustamente - chiede sacrifici poi vanificati dal metodo intergovernativo capace di tagli e non di crescita, perché per sua stessa natura condizionato dagli egoismi istituzionali - si chiamino campagna elettorale presidenziale, vecchi complessi di superiorità o si salvi chi può (e io prima di te).
 
2. Il cittadino, l'umiliazione della politica e il primato della "normalità"
Il senso di umiliazione non é solo il vero "rischio Grecia", o altrove la molla delle rivoluzioni arabe, ma anche del moto d'indignazione che tanti italiani hanno provato nel sentirsi esposti alla derisione internazionale per via del bunga bunga. Seppur con una qualità ben diversa, è quanto è accaduto con le battute governative sulla fastidiosa "monotonia" del posto fisso, sui bamboccioni "sfigati", i fissati del "posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà".
Non so quanti lavori abbia cambiato per spezzare la noia il Presidente del Consiglio - Commissario europeo per dieci anni e professore universitario di lungo corso - mentre della Ministro abbiamo appreso che la figlia é statale nella stessa città di mammà e proprio nella stessa università del babbo, ma so che questo governo pur popolare e meritevole si é giocato il sostegno di molti giovani italiani che di monotonia conoscono solo quella della disoccupazione o del precariato, con la beffa - l'umiliazione - di essere pure canzonati.
Ma l'umiliazione degli italiani persiste. Nello stesso giorno si apprende che un senatore del PDL ha guadagnato 18 milioni di euro in 24 ore rivendendo sul mercato un immobile di lusso acquistato da un fondo e nemmeno finito di pagare. E che il tesoriere della Margherita si è intascato 13 milioni di euro, senza che nessuno - così ci dicono - nel partito ne fosse al corrente, se non complice. Dinanzi a tali affronti collettivi, c'è una sola cosa che rende un partito forte, e vincente. Sapete cosa? Di essere composto da persone normali, null'altro.
 
3 . Non montiamoci la testa
Bella figura di Monti a Strasburgo, e bene la sua attenzione verso il centro della democrazia europea. Ma non tutto apprezzabile. Nessuna risposta alle mie domande nel nostro incontro (comunicato) e un energico discorso in plenaria, cominciato col dire che in Europa non ci sono buoni né cattivi richiamando la solidarietà, ma concluso su una Grecia che soffre ma rappresenta il "peggio" delle pratiche politiche. Da che pulpito, in quanto italiani, noi che tanto per dirne una abbiamo 60 miliardi anni di corruzione neanche abbiamo ratificato la Convenzione internazionale contro la corruzione, e che abbiamo avuto capi del governo a donne con minorenni, eccetera eccetera. 
 
4. I concittadini senzatetto d'Europa e il Palazzo
La sessione di febbraio é cominciata con una discussione sui senzatetto europei. È un fatto politico non piccolo. Però avremmo dovuto cominciare non con gli interventi (il mio a nome dell'ADLE), ma con il silenzio - un minuto di silenzio come si fa per i grandi che vengono a mancare, ma dedicato invece agli oltre seicento senzatetto morti di freddo nelle scorse settimane. Un'ecatombe che parrebbe appartenere a un'altra epoca, non al XXI secolo. E che invece appartiene a questa Europa dove l'impegno di attuare una Strategia contro l'esclusione sociale é ancora lettera morta, dove alcuni Stati frappongono ostacoli alla libertà di movimento e all'accesso ai servizi sociali d'emergenza (compresi gli ostelli contro il freddo) a chi é cittadino UE ma di altri paesi (e figuriamoci a chi é extra-comunitario), dove - altro che buone pratiche - non si ha nemmeno una mappatura con i numeri (ma quanti sono i senza tetto in Europa?) e si lascia quasi tutto sulle spalle dei volontari. Per fortuna sono spalle forti, oltre che generose, come abbiamo visto in occasione del seminario organizzato al Parlamento Europeo con la partecipazione di Eurodiaconia, FEANTSA e, da Roma, di Emmaus e della Casa di cartone. In pochi giorni, col seminario promosso e poi con il dibattito in plenaria, i senzatetto sono diventati tra i protagonisti del Parlamento. Per chi é fuori dal giro del consenso elettorale e che spesso manco ha il tempo o l'energia per conoscere i propri diritti negati o le responsabilità mancanti dell'Europa nel suo destino negletto da raddrizzare, é forse, forse, la promessa che il sacrificio di chi muore di freddo oggi non sarà inutile per un domani con più umanità istituzionale.
 
5. ACTA est fabula
Tutto si spariglia con ACTA (video). Dopo il voto un anno fa - che per poco vide sconfitta quella che era proprio la mia linea per un rinvio della firma dell'accordo e per una richiesta di valutazione dell'impatto democratico - nelle ultime settimane una sollevazione della rete da ogni dove d'Europa ha scoraggiato alcuni paesi a ratificare l'accordo. Lezioni: 1) È sempre meglio seguire ciò che accade in Europa, meglio farlo prima che dopo, che quel che accade costà conta. 2) Conta anche la voce dei cittadini, contrariamente a quanto molti pensano - se qualche migliaia di messaggi ha messo in crisi il processo decisionale. 3) Molti pensano che le tutele attuali bastino e in effetti sono poche le voci del mondo industriale a favore della ratifica di ACTA. Dunque: serve davvero questo accordo? 4) Vi sono cose positive in ACTA, ma l'accordo vuole coprire aspetti assai diversi, mescolando la lotta contro la contraffazione dei prodotti industriali con un vero abuso della difesa della proprietà intellettuale. 4) La Commissione rassicura che ACTA non scalfirà alcun diritto, e non demonizzo nessuno. Ma la Commissione ha fallito nella comunicazione delle sue scelte, e non tanto per mancanza di trasparenza, ma per cattivi argomenti, tono sbagliato, e solita supponenza nella fatica a rivolgersi direttamente ai cittadini. 5) Infine: chi chiede di fermare ACTA ha in buona parte il futuro dalla sua: é la nuova generazione di internauti, disinvolta e sicura di sé nel pretendere di dire la sua partecipando democraticamente alle scelte dei governi. Forse é la parte più dinamica della società europea. Del resto chi assapora la facilità nella diffusione del sapere, sviluppa anticorpi inaspettati, e sono anticorpi democratici.
 
6. Un commercio Mediterraneo più semplice
Abbiamo adottato la convenzione per una regola di origine pan-mediterranea (intervento). Tralascio le spiegazioni tecniche, ma questo nostro piccolo e grande mare euro-arabo ha anch'esso bisogno di meno laccioli, e il provvedimento semplifica l'intreccio di oltre cento diverse regole d'origine. Non solo: é un passo avanti importante per sanare il paradosso che tra le pieghe delle regole esistenti permette di considerare originari di Israele le merci delle colonie ebraiche in Palestina - che non sono Israele ma illegittima occupazione.  
 
7. Una giornata per i Giusti
Dopo la Giornata della Memoria, si raccolgono firme di parlamentari per l'istituzione di una giornata europea per i Giusti - quei cittadini che hanno rischiato tutto per salvare ebrei (ma altrove anche armeni o ruandesi) dallo sterminio. Ma la raccolta fa fatica, per ora c'é poco interesse; eppure sarebbe bello mettere su un piccolo piedistallo l'Europa fatta da quegli eroi che non hanno avuto paura, nelle scelte che riscattano un'esistenza. Sono la parte migliore di noi - e allora perché non festeggiarli?
 
8. Il prefetto, non proprio un amico di penna
Quasi un mese fa ho scritto una lettera al Prefetto commissario straordinario della discarica Malagrotta - chiedendogli di chiarire la sua reticenza sui proprietari dei terreni del sito alternativo di Corcolle (comunicato stampa e lettera). Possibile che non si sappia chi siano? Che non lo si possa sapere? Tanto più che sui terreni delle discariche in Italia si giocano temibili partite della criminalità organizzata? Inutile dilungarsi, tanto il Prefetto, non un privato cittadino, ma un alto funzionario pubblico, non risponde. Altrove un comportamento così si risolverebbe con la cacciata di un paio di persone, e uno scandalo. Da noi invece non si può sapere - mi correggo: non si deve sapere. 
 
9. Acciai Speciali Terni: controtendenza industriale
Già da un anno seguo la vicenda delle acciaierie di Terni, monumento industriale italiano, dove sanno fare acciai speciali, una qualità unica nel mondo, ma il futuro dell'impianto - proprietà della Thyssen - é stato a lungo chiacchierato. Ora, una grande azienda finlandese l'ha rilevato, segnale che il manifatturiero di qualità può difendersi nel mercato globale. Adesso in Europa bisogna vigilare (comunicato stampa a seguito dell'incontro coi sindacati) su giudizi anti-trust e sull'introduzione di un marchio di qualità per l'acciaio inossidabile (anche sull'acciaio da est arrivano patacche), mentre che il gruppo finlandese acquirente sia azienda pubblica dovrebbe far riflettere la politica industriale italiana.
 
10. Gli impegni di domani, guardando a uno ieri molto lontano
Oltre a qualche missione fuori Europa e a numerose iniziative sul territorio e di cui sul sito si darà puntuale informazione, anticipo un nuovo impegno per questi tempi di crisi. Tra rabbia e disimpegno, forza e impegno, nei prossimi tre mesi propongo un percorso di dieci incontri di "riscoperta, riflessioni, domande" su alcune leggi fondamentali del nostro convivere: i Dieci comandamenti biblici, antichi e attuali. Un percorso diverso dai canoni della politica italiana, ma i vecchi dieci comandamenti sono sempre lì, quasi banali, li conosciamo fin da bambini, e forse farà bene tornare a bussare alla loro porta.

A due anni dall'elezione, l'Amministrazione Comunale di Centro Sinistra di Frascati ha incontrato la popolazione in una conferenza pubblica a Villa Icidia il giorno 22 giugno 2011 durante la quale ha illustrato il lavoro svolto e quanto si accinge a fare dopo l'approvazione in tempi da record del nuovo bilancio. Interventi del Sindaco Stefano Di Tommaso, del Presidente del Consiglio Comunale Paolo Ciuffa, degli Assessori, dei Rappresentanti dei partiti che sostengono la coalizione e del Consigliere Provinciale Francesco Paolo Posa.


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