Smart RTV dei Castelli Romani

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Conferenza sull'accesso ai fondi europei da parte dei medio/piccoli Comuni - Presenta la Dottoressa Anna Digiacobbe - Relatore Niccolò Rinaldi - Presiede il Sindaco Antimo Grilli - Biblioteca comunale di Montopoli Sabina.

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Media Visuale, centro di documentazione sulla sordità ISSR, ha realizzato questo interessantissimo seminario con il quale vengono illustrati ad udenti e non udenti i principali pericoli della "rete" e le cautele che i genitori devono usare per difendere i minori dalle insidie rappresentate dai malintenzionati e dai contenuti. Vengono anche indicate alcune manovre tecniche per mettere in contizione il PC ed il Tablet di escludere l'accesso a siti potenzialmente pericolosi. Di straordinaria bravura e competenza il docente Gabriele Serpi e l'interprete per la traduzione simultanea agli udenti. Questo video da noi realizzato con mezzi improvvisati, quelli disponibili al momento, è di bassa qualità, ma rende bene l'idea di quanto si possa fare per l'integrazione, in particolare quanto il popolo dei sordi possa fare per noi. Aiutiamo Media Visuale  e l'Istituto Statale Sordi di Roma (ISSR) a fare di più, nel loro e nel nostro interesse, anche con una maggiore presenza alle loro manifestazioni

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In allegato i Bandi Europei
1. L'amaro sapore di una cena con Barroso. Oggi non solo il lavoro, manuale o intellettuale, viene valutato solo nel suo valore monetario, ma addirittura la politica, perfino la stessa costruzione europea. Una politica non deve essere ben fatta di per sé, l'Europa non va unita in virtù di un valore. Quello che conta, a quanto pare, é l'impatto di una decisione sui mercati, la risposta del denaro. Scongiurare il trionfo dello spread o della percentuale come misura delle scelte, é la battaglia finale. A cena con Barroso, insieme al Presidente ADLE Guy Verhofstadt, ne ho apprezzato la sincera angoscia per come vanno le cose e la delusione per il menefreghismo di Londra verso l'UE, ma ho anche toccato la scarsa percezione del dolore diffuso tra i cittadini, e di quanto selettiva sia la Commissione nell'intervenire/interferire (applaudendo a una riforma delle pensioni, ad esempio) o nel non proferire parola (non dicendo niente sull'aumento del finanziamento ai partiti in Grecia, o sull'assenza di veri tagli alle spese militari in Italia, ad esempio). Alla fine, quasi sbottando, ho invitato ad aprire gli occhi, a essere ben più assertivi nel pretendere giustizia fiscale ed equa ripartizione degli oneri, nel far rispettare le regole anche quando non convenga ai poteri forti, eccetera. Parole rilanciate da Verhofstadt e altri presenti, perché la loro pronuncia é un comune sentire - ma non così tanto in certi palazzi di Bruxelles. 2. Siamo tutti greciEppure le cose possono essere diverse. Come liberal-democratici abbiamo lanciato un piano alternativo di aiuto alla Grecia, con un fondo d'investimenti e di microcrediti di 30 miliardi (ed é pure poco rispetto a quanto dato alle banche), su pensioni minime garantite, sul taglio del costo della politica, su una riforma della pubblica amministrazione e l'abolizione dei tanti enti inutili, e molto altro. Non concordo con tutto il piano, ma la direzione é netta: o si mettono soldi nell'economia reale, o tutto é perduto.  3. Dove prendere i soldi: un esempioIl Parlamento ha votato alcune misure europee per contrastare l'evasione fiscale, e anche la richiesta - da tempo anticipata nei dieci punti IdV per un governo economico dell'Europa - di un accordo UE/Svizzera sulla tassazione di capitali depositati dai cittadini europei nella Confederazione, ciò che permetterebbe le migliori condizioni dati i rapporti di forza di un negoziato unico. Tuttavia in assenza di un'iniziativa europea ben vengano gli sforzi dei singoli Stati. Il Regno Unito si é accordato con Berna per tassare i capitali con un'aliquota del 41%. Come sottolinea, chiaro come sempre, Lino Mattalano (www.europadeivalori.blogspot.com) se Monti facesse altrettanto per i 200 miliardi italiani in Svizzera, avremmo - per misure di sviluppo? - la bellezza di 80 miliardi. Ma sottrarre tutti questi soldi alle banche e agli evasori é troppo, una misura eccessiva, meglio lasciar perdere... 4. Un brutto accordo con gli USAL'IdV é stata l'unica delegazione italiana a votare, insieme al resto dell'ADLE, contro l'accordo che prevede il trasferimento alle autorità americane dei dati relativi ai passeggeri europei che volano negli Stati Uniti (comunicato stampa). Un accordo voluto dagli USA che viola ogni sacrosanto principio di privacy e che presta il fianco a pericolosi abusi. L'accordo é stato comunque approvato, perché in troppi si sono sfilati, pagando un ennesimo dazio alla svendita delle libertà civili in nome di una politica della sicurezza ancora condizionata da un 9/11. 5. Bye bye "due Stati"Sono pronto a scommetterci: in Medio Oriente non avremo i "due Stati per due popoli", ma il prosieguo di una lunga occupazione, e alla fine non resterà che la strada di un solo Stato comune a palestinesi ed ebrei, pur con tutti gli accorgimenti istituzionali per una convivenza delle distinte comunità. Prima di Pasqua ho visitato la Cisgiordania, vi ero stato a dicembre e in pochi mesi gli insediamenti sono cresciuti e i coloni, cifra ONU, hanno raggiunto il mezzo milione: ormai un blocco ideologico, finanziario ed elettorale (e spesso ben armato), variegato ma imprescindibile per la politica israeliana. Non credo possibile rimuoverli, almeno in misura significativa - anche ricordando quanto fu doloroso evacuare gli appena 10.000 coloni di Gaza. Né alcuna autorità palestinese potrà mai firmare un accordo senza una parte di Gerusalemme Est, ormai accerchiata da nuove colonie. Molti concordano che non resta che la casa comune, volenti o nolenti. Eppure la comunità internazionale insiste nell'adagio dei due Stati, fingendo d'ignorare una realtà del terreno difficile da descrivere, ma evidente per chiunque ci vada di persona. Incontrando Catherine Ashton, le ho chiesto di rompere questa ipocrisia politica e riflettere su un percorso diverso, che metta Israele dinanzi alle conseguenze delle sue scelte. Ha risposto che la linea UE resta la rimozione delle colonie. Il tono era determinato, ma le parole già sentite e sempre inapplicate. Intanto i coloni s'insediano sempre di più, e i palestinesi sempre di più si rintuzzano, ma non scompaiono, e alla fine si ritroveranno tutti gli uni di fronte agli altri, definitivamente.  6. La guerra in Mali non é un miraggioNell'indifferenza generale il Mali colleziona disastri: secessione, infiltrazione di gruppi fondamentalisti, sequestro di cooperanti, colpo di Stato nella capitale, minaccia di carestia. Quanto accade in quel "non-luogo" che é il Sahara é in parte conseguenza "collaterale" della guerra libica e di errori coloniali, con un pericoloso effetto di contagio nella regione. Tutte ragioni per intervenire presto insieme a Unione Africana e ONU, come richiesto alla Ashton in plenaria.  7. Antimafia euro-italianaPur ormai fuori dalla delegazione IdV, vista la divergenza con le scelte condivise dal partito in Sicilia e altrove, ma sempre parte della più larga delegazione italiana che rappresento nel gruppo ADLE, Sonia Alfano é stata eletta Presidente della Commissione temporanea sulla criminalità organizzata che abbiamo fortemente voluto per far capire al resto dell'UE che mafia, evasione fiscale, corruzione, sono tutti drammi di uno spazio comune dell'illegalità al quale non fanno ancora fronte volontà e strumenti comuni a tutta l'Europa. Evviva: col concorso di tanti anche questo é stato un successo, anche se ora la commissione dovrà rimediare a un involontario peccato originale: presidente, relatore, e un vicepresidente sono italiani, fatto anomalo in un organo europeo, quasi a dire che é cosa nostra...  8. Come investire bene e all'europea i soldi per i partiti IdV ha rinunciato alla prossima rata del rimborso pubblico destinandolo a interventi sociali. Un segnale nobile (anche se i soliti, anche quando si fa qualcosa di bene, diranno "demagogico") che integro con la proposta dell'assessore Marcello Bigerna di Terni: impiegare il rimborso per co-finanziare progetti europei per la coesione sociale, sbloccando così ulteriori risorse dell'UE, con effetto moltiplicatore dei benefici. Una mossa intelligente.  9. La laica riflessione sui Dieci comandamentiProsegue il laico ciclo di "riscoperta, riflessioni, domande" sul senso attuale dei Dieci comandamenti. Quando cominciamo un dibattito, non sappiamo, dove stiamo andando a parare, e ogni comandamento é una storia a sé. Un bell'esercizio di elasticità intellettuale, alla faccia degli incontri che in genere hanno un copione già scritto.  10. Don Milani, i filatoi di ieri e quelli di oggiCon Alessio Sardelli, un attore che risponde alla crisi del teatro rispolverando i classici dell'impegno civile, ho messo su una performance per due voci (io mi limito a breve prologo), violino e clarinetto (musiche di Claudio Boncompagni) e fotografie (di Waris Grifi) da due lettere di Don Milani. Sono testimonianze non del mondo contadino negletto di Barbiana (che oggi é un posto splendido, e quel mondo depresso per fortuna non c'é più), ma del suo periodo a Calenzano, a ridosso della periferia industriale di Prato. Nel racconto delle dure condizioni di lavoro dei ragazzini dodicenni di Don Milani, c'é tutto un mondo delle fabbriche che non é scomparso, e che in nuove forme si ritrova ancora, altroché, nella periferia dei capannoni cinesi ma a volte anche italiani: leggi che ci sono ma non sono rispettate, minaccia del licenziamento per chi lavora e ricatto del "non ti assumo se non ti comporti bene" per chi non lavora, violazione delle norme di sicurezza, difficoltà tra accettare l'umiliazione e il restare senza lavoro. Presentato finora a Firenze e Carrara, questo "Viaggio di Don Lorenzo e Mauro in fabbrica" é un piccolo atto di teatro politico, e a dispetto del sottotitolo "Prato 1953", pare di sentire una storia di oggi, nell'Italia che vuole anche abolire l'articolo 18. Il riscatto sta tutto in alcune parole di Don Milani, balsamo in questi anni di sfiducia: "Conoscere i ragazzi dei poveri e amare la politica è tutt’uno". Oppure: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne da soli è l’avarizia, sortirne insieme è la politica".
 

Diocesi di Frascati – Nel  quadro di un ampio lavoro di formazione e  di informazione sui temi più significativi ed attuali della dottrina cattolica  promosso dalla Diocesi di Frascati , Ufficio diocesano Iustitia et Pax, si è tenuto il giorno 23 novembre 2011 un seminario su Chiesa e Società – La dottrina sociale della Chiesa .

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